Pietrabbondante 12/08/2011
tanta preparazione (sopratutto morale) tanta attesa...e poi..
I problemi nascono dalla poca organizzazione, e quest'anno credevo proprio di essere riuscito a sistemare tutto, ma come ho scoperto dopo non era così.
Già...sistemata l'attrezzatura meccanica per quel che riguarda la parte software, mi sono limitato a scaricare tutti i software necessari, eliminati nella ripulitura del pc.
Guidemaster con l'eos usb plug-in, gli ascom, Cartes du Ciel, Iris.
Arrivato a Pietrabbondante ho provato a installare la piattaforma ASCOM..così è iniziata la mia odissea, 3 giorni di inutili prove a causa di un aggiornamento del framework..la connessione lentissima (56k, e già, durante la costruzione del grande ponte e delle frecce rosse esitono ancora posti senza adsl)
Alla fine ho ceduto e l'estate l'ho passata ad osservare, per altro con molta soddisfazione...
Le uniche foto sono questa serie di giove e qualche dettaglio lunare, ottenuti in una serata con un seeing tremendo, che abbinato alla modalità raw con i suoi 5 fps non ha aiutato affatto.
venerdì 2 settembre 2011
venerdì 29 luglio 2011
Estate 2011
Ho come l'impressione che quest'anno sia molto piovoso...devo verificare dall'idrografico.
L'astrofilo più temerario sfida il gelo invernale, sale in montagna a diversi gradi sotto 0, fa km e km in cerca del cielo buio, ma non può nulla contro pioggia e nuvole. Io appartengo alla categoria pantofolai più che a quella dei temerari, sommiamo il lavoro e il fatto che normalmente sono a Roma...tutto genera una periodica (T=1 anno) enorme aspettativa per la luna nuova di agosto...conto le ore di buio, verifico le previsioni del tempo..speriamo bene..
Poi con periodicità annuale torna anche u n piccolo attacco di strumentite..Anche quest'anno ho fatto qualche spesuccia...
Ho preso una nuova webcam, la spc880nc da morgan computers, che mi è arrivata a casa in una busta postale versione "spartana" ne scatola ne drivers, (scaricabili dal sito)....ho upgradato il firmware scaricando quello della spc900nc flashandolo e impostando la ripresa raw tramite WcRmac, così almeno quando ci sarà la luna potrò provare a riprenderla...Dopo che Fulmine mi ha distrutto la vecchia spc900nc sc1, mi sono trovato senza ne webcam ne autoguida, con pazienza ho cercato di ripararla, ma alla fine le precarie saldature mi hanno convinto a cambiarla..le autoguide, anche usate, vanno infatti sui 150 euro così ho virato su questa economica alternativa..
Il surplus l'ho invece investo in altri accessori...
una barlow..scelta difficile...ho 3 oculari 26, 17, 11mm..
limite teorico di ingrandimenti...260x
con una 2x avrei ottenuto 34, 53, 68, 81, 105, 163x
con unq 3x invece 34, 53, 81, 106, 159, 245x
altra considerazione è quella della focale di ottimo per riprese planetarie con la spc900nc che deve essere circa di 2,50m per il mio telescopio di 13cm quindi alla fine ho preso la T.V. 3x
Ho aggiunto poi anche un TS UHC e un red-dot il baader skysurferIII. Su questi due ero indeciso ero infatti tentato dal prendere un nuovo sistema di sostegno per il secondario sovradimensionato, o un fuocheggiatore nuovo, ma alla fine ho deciso di rimandare la sostituzione del supporto del secondario del fuocheggiatore ancora più in là magari in un periodo morto...Questi ultimi tre accessori li ho presi da TS, e non posso che dirne bene, gentili, disponibili e rapidissimi, imballi perfetti.
e adesso aspetto sperando nel bel tempo...
Ho aggiunto poi anche un TS UHC e un red-dot il baader skysurferIII. Su questi due ero indeciso ero infatti tentato dal prendere un nuovo sistema di sostegno per il secondario sovradimensionato, o un fuocheggiatore nuovo, ma alla fine ho deciso di rimandare la sostituzione del supporto del secondario del fuocheggiatore ancora più in là magari in un periodo morto...Questi ultimi tre accessori li ho presi da TS, e non posso che dirne bene, gentili, disponibili e rapidissimi, imballi perfetti.
e adesso aspetto sperando nel bel tempo...
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martedì 19 luglio 2011
Manutenzione eq2
Le operazioni di manutenzione sono proseguite con la pulizia e l’ingrassaggio dell’eq2. La montatura di serie dello sw 130 è innegabilmente economica, ma può essere migliorata sensibilmente attraverso la sostituzione del grasso e la regolazione delle parti meccaniche.
Mentre smontavo la montatura ho fotografato le differenti parti, per tenere memoria della combinazione dei differenti pezzi.
Vite senza fine di AR
Asse di Dec (la ghiera resta fissa)
Asse di Altezza
Asse polare (di AR)
Tutta la meccanica è molto semplice, le rotazioni avvengono su delle rondelle rosse, che devono essere ben lubrificate. Ho notato che la stabilità della montatura dipende dal tensionamento dei due assi di AR e Dec.Il primo si realizza stringendo il dado nero che sostiene anche l’asta del contrappeso, e fermandolo serrando le tre vitine laterali; il secondo ha invece un dado “tradizionale”. Ovviamente stringendo troppo i due dadi si rendono meno fluidi i movimenti.
Anche un eventuale gioco della vite senza fine di AR o backlash può essere diminuito o eliminato stringendo il dado che si vede in foto subito prima della vite.
I flessibili di Dec e di AR potrebbero essere sostituiti con due manopole o qualcosa di simile in modo da eliminare ulteriori elementi oscillanti di disturbo. I risultati ottenuti sono stati insperati, la montatura da ballerina ha poi sorretto in visuale senza problemi l’80ed, diagonale, oculare e cercatore smorzando le vibrazioni in meno di 1 s. Il tremolio, molto limitato, si è avvertito solo a 120x
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Facciamo manutenzione ( SW 130 )
2 Luglio 2011. Sono passati 5 anni dalla laurea, sono passati 5 anni da quando i miei amici mi regalarono il telescopio e un passatempo. Non credo di averli ringraziati abbastanza, se non altro per il tempo che hanno speso nello sceglierlo, trovarlo, portarmelo…
Come preparazione all’ estate ho deciso di fare un po’ di manutenzione, ripulire le ottiche, mettere a punto la meccanica, ma anche cercare anche di capire i limiti dei miei telescopi e montature
Iniziamo con il mio cinesino preferito lo SW 130 telescopio che uso per le osservazioni e le riprese planetarie.
Primario
Inizio smontando il primario; svitando le 6 viti (ne bastarebbero 3) alla base del telescopio si separa la culla e lo specchio dal tubo, è un’operazione semplicissima, basta fare un po’ di attenzione a non far cadere lo specchio. La culla del primario, che altro non è che la base nera visibile dall’esterno, si inserisce in un anello, sempre nero, fissato a sua volta nella zona posteriore del tubo azzurro. L’ anello nero, di 16 cm di diametro è ancorato al tubo mediante 4 viti e dadi laterali, non è possibile (ne necessario) smontare questo elemento prima di aver rimosso il primario.
Verifico il serraggio delle 4 viti laterali dell’anello nero, se non fossero sufficientemente salde l’anello posteriore che sostiene la culla del primario potrebbe ruotare leggermente e tenere la collimazione sarebbe impossibile.
Il diametro dello specchio, in questo caso sferico, è 130mm, lo spessore è di circa 2cm, lo ricordavo più sottile.
Il sistema di ancoraggio dello specchio alla culla è molto semplice tre supporti di metallo e gomma per proteggere i punti di contatto con lo specchio con 2 viti su ciascun supporto, Verifico che le 3 coppie di viti siamo adeguatamente serrate. Visto lo spessore e il diametro dello specchio, credo che le deformazioni indotte dal sistema di sostegno, basato solo su 3 periferici, siano trascurabili e quindi che le prestazioni non ne vengano sminuite.
Procedo subito alla pulizia senza separare effettivamente lo specchio dalla culla..
- soffio aria per togliere la polvere
- rimuovo la polvere rimasta con un pennello morbido
- uso il getto di acque tiepida del lavandino per rimuovere la polvere residua
ho fatto molta attenzione a non toccare lo specchio con le mani questo ha evitato residui “unti” e l’acqua è stata sufficiente per rimuovere il poco sporco accumulato.
Ho asciugato lo specchio con ovatta e carta assorbente senza mai strofinare, e per finire ho passato delicatamente sulla superficie un panno antistatico nuovo.
La collimazione dello specchio in questo caso si esegue attraverso piccole rotazioni della culla rispetto all’anello posteriore che, solidale con il tubo, è fisso. 3 coppie di viti a 120° assicurano la culla dello specchio all’anello posteriore e ne regolano la posizioni relativa.
Ogni coppia è costituita da
- una vite che, inserita nel foro della culla non filettato, si avvita nell’anello posteriore; serrando la vite la culla viene tirata verso l’anello posteriore
una vite, più corta, si inserita nel foro filettato della culla e spinge sull’anello posteriore, serrando questa vite si ottiene una maggiore penetrarazione della vite e un’allontanamento della culla del primario che viene allontanato dall’anello posteriore.
Il risultato è un sistema tira-spingi, che blocca la posizione della culla del primario.
La culla dello specchio primario è sostenuto nel tubo solo dalle prima tre viti (quelle che tirano).
Per collimare lo specchio primario le viti vanno regolate a coppia, una va serrata e l’altra allentata.
Secondario
4 viti laterali con dado nella parte superiore del telescopio ancorano al tubo l’anello che sostiene il secondario. Nello smontare questo anello è opportuno fare attenzione a i 4 piccoli dadi che potrebbero cadere nel tubo. Allentate le viti l’anello ha una certa libertà di movimento.
La posizione (non l’inclinazione) dello specchio secondario è fissa perciò inizio a pulire lo specchio con il suo supporto. Come per il primario soffio, passo un pennello e poi l’acqua, in questo caso ho aggiunto anche qualche goccia di sapone per piatti e ho massaggiato lo specchio con le mani per togliere una ditata. E lo specchio si è staccato. Senza agitarmi ho cercato di capire cosa fosse successo. Niente di grave. Lo specchio secondario è incollato con del silicone nel suo supporto in plastica. Rincollo lo specchio secondario sempre con silicone, l’operazione è molto semplice visto che il suo sostegno in plastica è sagomato per fissare lo specchio in posizione corretta. Lavoro con i guanti ho poca sensibilità è del silicone mi imbratta lo specchio. Ora mi agito.
Lo pulisco subito strofinando con un panno pulito e un po’ più di energia, lo lavo con acqua e sapone per piatti e strofino di nuovo. Alla fine controllo la sua pulizia guardando l’immagine riflessa di una lampadina: il filamento si distingue senza nessun problema, verifico eventuali aloni: nulla, tutto bene. Mi tranquillizzo e cerco di sapere a cosa sarei potuto andare incontro, (al limite i secondari si vendono!): molti consigliano di pulire le ottiche cono acqua e acetone e l’acetone scioglie il silicone, quindi non ci sarebbe stato comunque alcun problema. Aspetto che il silicone asciughi, lavo nuovamente lo specchio, lo asciugo come nel caso del primario e fisso la staffa di sicurezza, che impedisce al secondario di cadere sul primario in caso scollamenti improvvisi.
Il supporto in plastica lucida (mah!) del secondario è ancorato con la classica vite e molla agli spider; gli spider sono monolitici con l’anello superiore. Tre piccolissime viti a brugola, visibili come tre piccoli fori, nel cerchio degli spider spingono sul supporto in plastica del secondario e ne consentono la collimazione.
Il secondario è la parte che mi piace di meno di questo piccolo cinesino, chiariamo: non ha problemi strutturali svolge bene il suo compito, ma il progetto è stato giustamente migliorato.
Gli spider sono abbastanza spessi e soprattutto il sostegno del secondario è inutilmente sovradimensionato, si perdono ad occhio e croce almeno 2 cm^2.
Fuochegiatore
Lo smontaggio del fuocheggiatore è molto semplice, una volta smontato l’anello superiore con spider e secondario, si accede facilmente ai piccoli dadi su cui si avvitano le viti che fissano il fuocheggiatore. Una volta rimosso si lavora molto più liberamente, 2 viti tra le manopole fanno accedere e smontare il meccanismo pignone-cremagliera, liberato il pignone-manopole dal tubo-cremagliera, ho iniziato a ripulire l’ingranaggio dal grasso appiccicaticcio, una volta ripulito il pignone la cremagliera e la molla che regola l’accoppiamento tra i due, ho ingrassato tutto con del grasso bianco al litio.
Ho quindi riassemblato il fuocheggiatore e l’ho rimontato sul telescopio. Quest’ ultima operazione deve essere fatta con molta cura, è importante infatti che il fuocheggiatore non sia storto, guardando cioè al suo interno la posizione dello specchio secondario deve essere sempre la stessa, questa è un’ operazione noiosa, ma semplice. Ho iniziato verificando la perpendicolarità tra tubo e fuocheggiatore, questa operazione non è comunque sufficiente, non tutela infatti nei confronti di eventuali deformazioni del tubo, quindi ho raffinato al fuocheggiatore verificando la posizione del secondario su tutta l’escursione della corsa. E’ stato necessario inserire lateralmente un piccolo spessore di carta. Il tubo del fuocheggiatore mi sembra davvero inutilmente lungo, sto pensando di accorciarlo un po…
Ho regolato la pressione della molla attraverso le due viti tra le manopole e infine ho constatato che la sostituzione del grasso, evidenzia il backlash del pignone-cremagliera, ma rende i movimenti molto più sensibili e precisi (ovviamente ho ripristinato la demoltiplica artigianale).
Per la collimazione:
Collimazione dei telescopi Newtoniani, Andrea Tasselli
Come collimare le ottiche Newton, Albino Carbognani
Per la pulizia delle ottiche
Guida Pratica alla pulizia delle ottiche, Plinio camaiti (Telescope doctor)
Come preparazione all’ estate ho deciso di fare un po’ di manutenzione, ripulire le ottiche, mettere a punto la meccanica, ma anche cercare anche di capire i limiti dei miei telescopi e montature
Iniziamo con il mio cinesino preferito lo SW 130 telescopio che uso per le osservazioni e le riprese planetarie.
Primario
Inizio smontando il primario; svitando le 6 viti (ne bastarebbero 3) alla base del telescopio si separa la culla e lo specchio dal tubo, è un’operazione semplicissima, basta fare un po’ di attenzione a non far cadere lo specchio. La culla del primario, che altro non è che la base nera visibile dall’esterno, si inserisce in un anello, sempre nero, fissato a sua volta nella zona posteriore del tubo azzurro. L’ anello nero, di 16 cm di diametro è ancorato al tubo mediante 4 viti e dadi laterali, non è possibile (ne necessario) smontare questo elemento prima di aver rimosso il primario.
Verifico il serraggio delle 4 viti laterali dell’anello nero, se non fossero sufficientemente salde l’anello posteriore che sostiene la culla del primario potrebbe ruotare leggermente e tenere la collimazione sarebbe impossibile.
Il diametro dello specchio, in questo caso sferico, è 130mm, lo spessore è di circa 2cm, lo ricordavo più sottile.
Il sistema di ancoraggio dello specchio alla culla è molto semplice tre supporti di metallo e gomma per proteggere i punti di contatto con lo specchio con 2 viti su ciascun supporto, Verifico che le 3 coppie di viti siamo adeguatamente serrate. Visto lo spessore e il diametro dello specchio, credo che le deformazioni indotte dal sistema di sostegno, basato solo su 3 periferici, siano trascurabili e quindi che le prestazioni non ne vengano sminuite.
Procedo subito alla pulizia senza separare effettivamente lo specchio dalla culla..
- soffio aria per togliere la polvere
- rimuovo la polvere rimasta con un pennello morbido
- uso il getto di acque tiepida del lavandino per rimuovere la polvere residua
ho fatto molta attenzione a non toccare lo specchio con le mani questo ha evitato residui “unti” e l’acqua è stata sufficiente per rimuovere il poco sporco accumulato.
Ho asciugato lo specchio con ovatta e carta assorbente senza mai strofinare, e per finire ho passato delicatamente sulla superficie un panno antistatico nuovo.
La collimazione dello specchio in questo caso si esegue attraverso piccole rotazioni della culla rispetto all’anello posteriore che, solidale con il tubo, è fisso. 3 coppie di viti a 120° assicurano la culla dello specchio all’anello posteriore e ne regolano la posizioni relativa.
Ogni coppia è costituita da
- una vite che, inserita nel foro della culla non filettato, si avvita nell’anello posteriore; serrando la vite la culla viene tirata verso l’anello posteriore
una vite, più corta, si inserita nel foro filettato della culla e spinge sull’anello posteriore, serrando questa vite si ottiene una maggiore penetrarazione della vite e un’allontanamento della culla del primario che viene allontanato dall’anello posteriore.
Il risultato è un sistema tira-spingi, che blocca la posizione della culla del primario.
La culla dello specchio primario è sostenuto nel tubo solo dalle prima tre viti (quelle che tirano).
Per collimare lo specchio primario le viti vanno regolate a coppia, una va serrata e l’altra allentata.
Secondario
4 viti laterali con dado nella parte superiore del telescopio ancorano al tubo l’anello che sostiene il secondario. Nello smontare questo anello è opportuno fare attenzione a i 4 piccoli dadi che potrebbero cadere nel tubo. Allentate le viti l’anello ha una certa libertà di movimento.
La posizione (non l’inclinazione) dello specchio secondario è fissa perciò inizio a pulire lo specchio con il suo supporto. Come per il primario soffio, passo un pennello e poi l’acqua, in questo caso ho aggiunto anche qualche goccia di sapone per piatti e ho massaggiato lo specchio con le mani per togliere una ditata. E lo specchio si è staccato. Senza agitarmi ho cercato di capire cosa fosse successo. Niente di grave. Lo specchio secondario è incollato con del silicone nel suo supporto in plastica. Rincollo lo specchio secondario sempre con silicone, l’operazione è molto semplice visto che il suo sostegno in plastica è sagomato per fissare lo specchio in posizione corretta. Lavoro con i guanti ho poca sensibilità è del silicone mi imbratta lo specchio. Ora mi agito.
Lo pulisco subito strofinando con un panno pulito e un po’ più di energia, lo lavo con acqua e sapone per piatti e strofino di nuovo. Alla fine controllo la sua pulizia guardando l’immagine riflessa di una lampadina: il filamento si distingue senza nessun problema, verifico eventuali aloni: nulla, tutto bene. Mi tranquillizzo e cerco di sapere a cosa sarei potuto andare incontro, (al limite i secondari si vendono!): molti consigliano di pulire le ottiche cono acqua e acetone e l’acetone scioglie il silicone, quindi non ci sarebbe stato comunque alcun problema. Aspetto che il silicone asciughi, lavo nuovamente lo specchio, lo asciugo come nel caso del primario e fisso la staffa di sicurezza, che impedisce al secondario di cadere sul primario in caso scollamenti improvvisi.
Il supporto in plastica lucida (mah!) del secondario è ancorato con la classica vite e molla agli spider; gli spider sono monolitici con l’anello superiore. Tre piccolissime viti a brugola, visibili come tre piccoli fori, nel cerchio degli spider spingono sul supporto in plastica del secondario e ne consentono la collimazione.
Il secondario è la parte che mi piace di meno di questo piccolo cinesino, chiariamo: non ha problemi strutturali svolge bene il suo compito, ma il progetto è stato giustamente migliorato.
Gli spider sono abbastanza spessi e soprattutto il sostegno del secondario è inutilmente sovradimensionato, si perdono ad occhio e croce almeno 2 cm^2.
Fuochegiatore
Lo smontaggio del fuocheggiatore è molto semplice, una volta smontato l’anello superiore con spider e secondario, si accede facilmente ai piccoli dadi su cui si avvitano le viti che fissano il fuocheggiatore. Una volta rimosso si lavora molto più liberamente, 2 viti tra le manopole fanno accedere e smontare il meccanismo pignone-cremagliera, liberato il pignone-manopole dal tubo-cremagliera, ho iniziato a ripulire l’ingranaggio dal grasso appiccicaticcio, una volta ripulito il pignone la cremagliera e la molla che regola l’accoppiamento tra i due, ho ingrassato tutto con del grasso bianco al litio.
Ho quindi riassemblato il fuocheggiatore e l’ho rimontato sul telescopio. Quest’ ultima operazione deve essere fatta con molta cura, è importante infatti che il fuocheggiatore non sia storto, guardando cioè al suo interno la posizione dello specchio secondario deve essere sempre la stessa, questa è un’ operazione noiosa, ma semplice. Ho iniziato verificando la perpendicolarità tra tubo e fuocheggiatore, questa operazione non è comunque sufficiente, non tutela infatti nei confronti di eventuali deformazioni del tubo, quindi ho raffinato al fuocheggiatore verificando la posizione del secondario su tutta l’escursione della corsa. E’ stato necessario inserire lateralmente un piccolo spessore di carta. Il tubo del fuocheggiatore mi sembra davvero inutilmente lungo, sto pensando di accorciarlo un po…
Ho regolato la pressione della molla attraverso le due viti tra le manopole e infine ho constatato che la sostituzione del grasso, evidenzia il backlash del pignone-cremagliera, ma rende i movimenti molto più sensibili e precisi (ovviamente ho ripristinato la demoltiplica artigianale).
Per la collimazione:
Collimazione dei telescopi Newtoniani, Andrea Tasselli
Come collimare le ottiche Newton, Albino Carbognani
Per la pulizia delle ottiche
Guida Pratica alla pulizia delle ottiche, Plinio camaiti (Telescope doctor)
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