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martedì 19 luglio 2011

Manutenzione eq2

Le operazioni di manutenzione sono proseguite con la pulizia e l’ingrassaggio dell’eq2. La montatura di serie dello sw 130 è innegabilmente economica, ma può essere migliorata sensibilmente attraverso la sostituzione del grasso e la regolazione delle parti meccaniche. 
Mentre smontavo la montatura ho fotografato le differenti parti,  per tenere memoria della combinazione dei differenti pezzi.

                                            Vite senza fine di AR

                                                                                 Vite di Dec

                                                                        Asse di Dec (la ghiera resta fissa)

                                                                                 Asse di Altezza

                                                                                 Asse polare (di AR)

Tutta la meccanica è molto semplice, le rotazioni avvengono su delle rondelle rosse, che devono essere ben lubrificate. Ho notato che la stabilità della montatura dipende dal tensionamento dei due assi di AR e Dec.Il primo  si realizza stringendo il dado nero che sostiene anche l’asta del contrappeso, e fermandolo serrando le tre vitine laterali; il secondo ha invece un dado “tradizionale”. Ovviamente stringendo troppo i due dadi si rendono meno fluidi i movimenti.
Anche un eventuale gioco della vite senza fine di AR o backlash  può essere diminuito o eliminato stringendo il dado che si vede in foto subito prima della vite.
I flessibili di Dec e di AR potrebbero essere sostituiti con due manopole  o qualcosa di simile in modo da eliminare ulteriori elementi oscillanti di disturbo. I risultati ottenuti sono stati insperati, la montatura da ballerina ha poi sorretto in visuale senza problemi l’80ed, diagonale, oculare e cercatore smorzando le vibrazioni in meno di 1 s. Il tremolio, molto limitato,  si è avvertito solo a 120x

Facciamo manutenzione ( SW 130 )

2 Luglio 2011. Sono passati 5 anni dalla laurea, sono passati 5 anni da quando i miei amici mi regalarono il telescopio e un passatempo. Non credo di averli ringraziati abbastanza, se non altro per il tempo che hanno speso nello sceglierlo, trovarlo, portarmelo…
Come preparazione all’ estate ho deciso di fare un po’ di manutenzione, ripulire le ottiche, mettere a punto la meccanica, ma anche cercare anche di capire i limiti dei miei telescopi e montature
Iniziamo con il mio cinesino preferito lo SW 130 telescopio che uso per le osservazioni e le riprese planetarie.
Primario
Inizio smontando il primario; svitando le 6 viti (ne bastarebbero 3) alla base del telescopio si separa la culla e lo specchio dal tubo, è un’operazione semplicissima, basta fare un po’ di attenzione a non far cadere lo specchio. La culla del primario, che altro non è che la base nera visibile dall’esterno, si inserisce in un anello, sempre nero, fissato a sua volta nella zona posteriore del tubo azzurro. L’ anello nero, di 16 cm di diametro è ancorato al tubo mediante 4 viti e dadi laterali, non è possibile (ne necessario) smontare questo elemento prima di aver rimosso il primario.
Verifico il serraggio delle 4 viti laterali dell’anello nero, se non fossero sufficientemente salde l’anello posteriore che sostiene la culla del primario potrebbe ruotare leggermente e tenere la collimazione sarebbe impossibile.
Il diametro dello specchio, in questo caso sferico, è 130mm, lo spessore è di circa 2cm, lo ricordavo più sottile.
Il sistema di ancoraggio dello specchio alla culla è molto semplice tre supporti di metallo e gomma per proteggere i punti di contatto con lo specchio con 2 viti su ciascun supporto, Verifico che le 3 coppie di viti siamo adeguatamente serrate. Visto lo spessore e il diametro dello specchio, credo che le deformazioni indotte dal sistema di sostegno, basato solo su 3 periferici, siano trascurabili e quindi che le prestazioni non ne vengano sminuite.
Procedo subito alla pulizia senza separare effettivamente lo specchio dalla culla..
- soffio aria per togliere la polvere
- rimuovo la polvere rimasta con un pennello morbido
- uso il getto di acque tiepida del lavandino per rimuovere la polvere residua
ho fatto molta attenzione a non toccare lo specchio con le mani questo ha evitato residui “unti” e l’acqua è stata sufficiente per rimuovere il poco sporco accumulato.
Ho asciugato lo specchio con ovatta e carta assorbente senza mai strofinare, e per finire ho passato delicatamente sulla superficie un panno antistatico nuovo.
La collimazione dello specchio in questo caso si esegue attraverso piccole rotazioni della culla rispetto all’anello posteriore che, solidale con il tubo, è fisso. 3 coppie di viti a 120° assicurano la culla dello specchio all’anello posteriore e ne regolano la posizioni relativa.
Ogni coppia è costituita da
- una vite che, inserita nel foro della culla non filettato, si avvita nell’anello posteriore; serrando la vite la culla viene tirata verso l’anello posteriore
una vite, più corta, si inserita nel foro filettato della culla e spinge sull’anello posteriore, serrando questa vite si ottiene una maggiore penetrarazione della vite e un’allontanamento della culla del primario che viene allontanato dall’anello posteriore.
Il risultato è un sistema tira-spingi, che blocca la posizione della culla del primario.
La culla dello specchio primario è sostenuto nel tubo solo dalle prima tre viti (quelle che tirano).
Per collimare lo specchio primario le viti vanno regolate a coppia, una va serrata e l’altra allentata.


Secondario
4 viti laterali con dado nella parte superiore del telescopio ancorano al tubo l’anello che sostiene il secondario. Nello smontare questo anello è opportuno fare attenzione a i 4 piccoli dadi che potrebbero cadere nel tubo. Allentate le viti l’anello ha una certa libertà di movimento.
La posizione (non l’inclinazione) dello specchio secondario è fissa perciò inizio a pulire lo specchio con il suo supporto. Come per il primario soffio, passo un pennello e poi l’acqua, in questo caso ho aggiunto anche qualche goccia di sapone per piatti e ho massaggiato lo specchio con le mani per togliere una ditata. E lo specchio si è staccato. Senza agitarmi ho cercato di capire cosa fosse successo. Niente di grave. Lo specchio secondario è incollato con del silicone nel suo supporto in plastica. Rincollo lo specchio secondario sempre con silicone, l’operazione è molto semplice visto che il suo sostegno in plastica è sagomato per fissare lo specchio in posizione corretta. Lavoro con i guanti ho poca sensibilità è del silicone mi imbratta lo specchio. Ora mi agito.
Lo pulisco subito strofinando con un panno pulito e un po’ più di energia, lo lavo con acqua e sapone per piatti e strofino di nuovo. Alla fine controllo la sua pulizia guardando l’immagine riflessa di una lampadina: il filamento si distingue senza nessun problema, verifico eventuali aloni: nulla, tutto bene. Mi tranquillizzo e cerco di sapere a cosa sarei potuto andare incontro, (al limite i secondari si vendono!): molti consigliano di pulire le ottiche cono acqua e acetone e l’acetone scioglie il silicone, quindi non ci sarebbe stato comunque alcun problema. Aspetto che il silicone asciughi, lavo nuovamente lo specchio, lo asciugo come nel caso del primario e fisso la staffa di sicurezza, che impedisce al secondario di cadere sul primario in caso scollamenti improvvisi.
Il supporto in plastica lucida (mah!) del secondario è ancorato con la classica vite e molla agli spider; gli spider sono monolitici con l’anello superiore. Tre piccolissime viti a brugola, visibili come tre piccoli fori, nel cerchio degli spider spingono sul supporto in plastica del secondario e ne consentono la collimazione.


Il secondario è la parte che mi piace di meno di questo piccolo cinesino, chiariamo: non ha problemi strutturali svolge bene il suo compito, ma il progetto è stato giustamente migliorato.
Gli spider sono abbastanza spessi e soprattutto il sostegno del secondario è inutilmente sovradimensionato, si perdono ad occhio e croce almeno 2 cm^2.
Fuochegiatore
Lo smontaggio del fuocheggiatore è molto semplice, una volta smontato l’anello superiore con spider e secondario, si accede facilmente ai piccoli dadi su cui si avvitano le viti che fissano il fuocheggiatore. Una volta rimosso si lavora molto più liberamente, 2 viti tra le manopole fanno accedere e smontare il meccanismo pignone-cremagliera, liberato il pignone-manopole dal tubo-cremagliera, ho iniziato a ripulire l’ingranaggio dal grasso appiccicaticcio, una volta ripulito il pignone la cremagliera e la molla che regola l’accoppiamento tra i due, ho ingrassato tutto con del grasso bianco al litio.
Ho quindi riassemblato il fuocheggiatore e l’ho rimontato sul telescopio. Quest’ ultima operazione deve essere fatta con molta cura, è importante infatti che il fuocheggiatore non sia storto, guardando cioè al suo interno la posizione dello specchio secondario deve essere sempre la stessa, questa è un’ operazione noiosa, ma semplice. Ho iniziato verificando la perpendicolarità tra tubo e fuocheggiatore, questa operazione non è comunque sufficiente, non tutela infatti nei confronti di eventuali deformazioni del tubo, quindi ho raffinato al fuocheggiatore verificando la posizione del secondario su tutta l’escursione della corsa. E’ stato necessario inserire lateralmente un piccolo spessore di carta. Il tubo del fuocheggiatore mi sembra davvero inutilmente lungo, sto pensando di accorciarlo un po…
Ho regolato la pressione della molla attraverso le due viti tra le manopole e infine ho constatato che la sostituzione del grasso, evidenzia il backlash del pignone-cremagliera, ma rende i movimenti molto più sensibili e precisi (ovviamente ho ripristinato la demoltiplica artigianale).


Per la collimazione:
Collimazione dei telescopi Newtoniani, Andrea Tasselli
Come collimare le ottiche Newton, Albino Carbognani
Per la pulizia delle ottiche
Guida Pratica alla pulizia delle ottiche, Plinio camaiti (Telescope doctor)

venerdì 30 luglio 2010

la lunga attesa...

lunga attesa quella della reflex modificata...
speriamo che almeno dopo il meteo sia clemente...
per le sere di attesa urge piano B..
luna, Webcam Modificata, pellicola (in parallelo)???
staremo a vedere...
PS..il ritardo nei progetti è una certezza della vita...

mercoledì 7 luglio 2010

un altro passo...


ed ecco che il glorioso telescopio di Davide si ritrova con il un nuovo vicino....affiancato sulla piastra doppia dal nuovo telescopio guida lo sw 70/500. La piastra doppia in realtà altro non è che una tavoleta di...in effetti non so bene cosa....un materiale molto duro e rigido multistrato rivestito di un simil formica che mi ha dato il mio amico fabbro..la sua resistenza è davvero notevole, la sega circolare faceva fatica a tagliarlo.
Partito alla ricerca di una barra di aluminio del tipo "per finestre", il fabbro mi ha fatto ripiegare su quest'altro materiale, le barre lisce a quanto pare sono una rarità.
Ho preferito la soluzione dei due telescopi affiancati, che da un lato ottimizzano la distribuzione dei pesi, dall'altro mi consentono di sagomare uno dei fori delle viti che sostengono la guida in modo da poter fare piccole regolazioni in dec.
staremo a vedere ..fino ad ora le mie prove sono state diurne...già perchè tra foschia e nuvole...il cielo non mi ha dato tregua.Il tiraggio del telescopio guida, necessario per andare a fuoco, l'ho costruito con un raccordo in plastica dura per idraulica giuntato con altri raccordi metallici sempre da idraulica da 32mm.
Per evitare i riflessi parassiti o per lo meno attenuarli ho usato il nastro telato e cartone scuro; ovviamente la schermatura non è ottimale ma è funzionale al solo lavoro di guida che dovrà svolgere il nuovo 70/500..
adesso sono da rifinire solo due dettagli...la reflex..e la maschera di messa a fuoco...
qualche mese fa ho anche ripulito l'eq2 e ci ho riposizionato il suo telescopio..se tutto va bene mentre il pc fa le foto io potrò dedicarmi all'osservazione, in compagnia di fulmine il mio cane pavido...

martedì 29 giugno 2010

Miglorare il fuocheggiatore (SW 130)

Fare delle riprese con la webcam ed un telescopio entry level è una sfida, sopratutto per le difficoltà legate alla montatura.
Mettere a fuoco diventa così un'impresa eroica: ogni tocco per quanto leggero del fuocheggiatore nella webcam è un terremoto..
Anche superati i problemi della montatura la sensibilità del fuocheggiatore può non essere sufficiente alle delicate operazioni di messa a fuoco.
Qualche piccolo accorgimento può aiutare.
Ecco come ho migliorato il fuocheggiatore del newton 130.

Dopo avere verificato, con la livella, che l'orientazione del fuocheggiatore fosse la stessa del tubo, ho aggiunto una sottile striscia millimetrata sul tubo del fuocheggiatore, questa consente di appunatre la posizione approssimata del fuoco con i diversi accessori.
Poi ho montato una piccola leva sulla manopola del fuocheggiatore, in questo modo si riesce ad avere una sensibilità maggiore nel movimento. L'idea alla base è molto semplice, con un braccio più lungo ad uno stesso movimeto angolare corrisponde uno spostamento necessario maggiore. La sensibilità del fuocheggiatre in questo caso è aumentata del rapporto

n=R_Man/L_Br

con
R_Man: raggio dela manopola.
L_Br: lunghezza del bracio misurata dal centro della manopola.

E' importante che la leva possa smontarsi facilmente in modo da non limitare permanentemente i movimenti del fuocheggaitore che altrimenti non potrebbe compiere il giro completo!

Materiali utilizzati:
- Ritaglio di carta millimetrata e retino adesivo
- Contenitore pellicole fotografiche
- Tubo penna biro

lunedì 28 giugno 2010

Skywatcher 130 Newton, Star Test

27 Giugno 2010
le nuvole impediscono quaunque tipo di foto ripresa..
decido di fare qualche prova di messa a fuoco.
Effettuo così lo star test su Arturo, i risultati sono di seguito.

Arturo, Immagine a fuoco


Arturo: Immagine Intra focale



Arturo, Immagine exta focale


Immagine extra ed intra focale (ridimensionate) a confronto

Conclusioni..
L'immagine a fuoco non presenta allungamenti, il sensore non è inclinato rispetto al barilotto.
Ho eliminato il problema che si evidenziava precedentemente (vedi le vecchie immagini).
Il telescopio mi sembrerebbe leggermente scollimato, dovrò aggiustare la collimazione del primario, anche se nutro qualche dubbio su l secondario che purtroppo in questo telescopio è incollato.

mercoledì 23 giugno 2010

La lunga preparazione all'estate

Estate. La stagione in cui ogni lavoratore/studente ripone grandi speranze..e il tempo si dilata.. in estate faròandròepoiancoraquestoequesto..
ma poi l'estate, che significa agosto, in effetti non è cosi lunga, quindi è meglio partire per tempo..
ed io in effetti sono partito a febbraio..
programma di spesa anno 2010 1-modifica canon 1000d;2-acquisto telescopio guida:mak90; 3-acquisto oculare 8mm e/o barlow nuova o filtro h alpha..
Poi mi scontro con i misteriosi processi di import/export:
- guardi le tocca pazientare un po', il filtro baader arrivano a metà aprile.-
quindi oggi a metà giugno ricevo il filtro..
sempre oggi ricevo il telescopio guida che però on è più il mak90, ma lo sw 70/500, già perchè nel frattempo ho fatto in tempo anche ad entrare nelle "statistiche degli atti vandalici su automobili"..
del resto la webcam ha un sensore così piccolo che è meglio lavorare su rapporti veloci e corte focali...
già la webcam...mi dovrò anche convincere a terminare la riparazione....prima dell'estate...

lunedì 25 agosto 2008

SC1 La lunga modifica della webcam

….la modifica a cui mi riferisco è la SC1 ideata da Steve Chambers,
che potete trovare qui
http://www.pmdo.com/SC1.htm.
La SC
1 consiste in un leggera modifica hardware che con l’aggiunta di circa 7-8 euro di pezzi consente di bloccare l’esposizione prolungandola per diversi minuti,
(long exposure mode o lx mode) In questo modo con la webcam si può cercare di riprendere anche gli oggetti del profondo cielo.

Non tutte le webcam sono predisposte per la modifica, lo sono quelle ad uso astronomico, quindi la philips vesta e la mia spc900nc, queste webcam hanno un costo relativamente elevato, nei centri commerciali arrivano anche a 90-100 euro, ma su internet si trovano a 50 euro quindi la modifica deve essere fatta con molta cautela per non rovinare tutto il circuito, magari saldando con patacche di stagno che cortocircuitano tutto.

Prima di eseguire la modifica è meglio fare qualche riflessione…

Il campo di ripresa della webcam è piuttosto limitato, alla focale di 900mm è di 17’x15’ quindi il suo utilizzo è limitato ad oggetti compatti, ma con particolari di dimensioni non troppo ridotta da non poter essere risolte (Potere Risolutivo).

D’altra parte l’utilizzo di una reflex digitale con lo sw 130 non è possibile, limitata dalla corsa del fuocheggiatore che non consente il raggiungimento della posizione di fuoco.
Infine molto importante…la modifica consente il controllo dell’lx signal attraverso una porta parallela..se il vostro pc ce l’ha è meglio…altrimenti niente paura…. SERIALEtoUSB (GiorgioCorfini)

non descriverò fisicamente l’esecuzione della modifica è già fatto con due bellissimi e semplicissimi tutorial….ce ne sono 2 versioni, la prima che è quella che ho fatto io è qui..
(inglese) http://home.zonnet.nl/m.m.j.meijer/D_I_Y/spc900nc.htm

la seconda qui
(francese) http://mmedina.9online.fr/Astro/SPC9...difSPC900.html

non so perché ho preferito la prima…forse è stata a prima che ho trovato su internet…adesso dopo aver avuto tutta una miriade di problemi preferirei la seconda..anche se a qual che ne so i problemi li ho avuti solo io…

I tutorial sono molto chiari, solo qualche consiglio

1) Controllate bene i pezzi che avete preso….io avevo sbagliato il valore di una resistenza e non funzionava nulla…ho impiegato un po’ a capirlo..dopo aver rasentato la follia..Questo può essere interessante..
http://www.electronicprestige.it/codicea.htm

2) Quando fate le saldature esercitatevi prima su qualcosa di vecchio o rotto, si ha solo una possibilità di mettere il saldatore sulla webcam…

3) Le saldature su i pin sono molto delicate..qualcuno consiglia di grattare via la vernice protettiva dalle piste e saldare su esse..io ho imbrattato il filo con dello stagno poi ho accostato il filo al pin e l’ho fatto rifondere così facendo controllo la quantità di stagno utilizzata senza incorrere nelle pericolose sbavature….

4) Coprite le saldature volanti con una guarnizione termoespansiva così si evitano i cortocircuiti o meglio ancora usate una piastra millefori per il circuito…io non l’ho fatto e me ne sono pentito…in questo caso fatevi dare lo zoccoletto per il connettore 4011 guardando i tutorials tutto sembra semplice…ma non lo è…

INFINE PER L’ACQUISIZONE PREFERITE

GiGiWECAPTURE

GUIDEMASTER

Che al contrario di k3ccdtools (molto più noto ma del tutto equivalente anzi…ha anche funzioni in meno) sono completamente FREEWARE

giovedì 21 agosto 2008

Campo di ripresa e Potere risolutivo Focale di ottimo : le potenzialità geometriche dei sensori

Campo Inquadrato
E qui è necessario rispolverare le poche conoscenze di ottica geometrica o di geometria, o semplicemente usare l’intuizione…le relazioni hanno valenza generale…
Il campo inquadrato, la zona di cielo da cui il sensore raccoglie luce cresce se all’aumentare delle dimensioni del sensore e diminuisce all’allungarsi della focale..

C=arctg(L/F)

C: campo inquadrato

L: lato del sensore

F: lunghezza focale del telescopio

Lo sw ha una focale di 900mm per cui

C= 17,6’ x 15’

L’area sottesa da un pixel è invece 1,28’’

Marte, Giove, Saturno…tutti un po’ troppo piccoli…per riprenderli è necessario aumentare la focale…da qui l’importanza nell’uso della barlow (proiezione negativa) o di un oculare interposto (proiezione positiva) per aumentare la focale.

Potere risolutivo
Si fa presto a dire aumentare la focale … ma di quanto??..con calma...bisogna introdurre un altro concetto…
Abbiamo 2 fattori che influenzano la qualità dei frame delle riprese, da un lato il telescopio la cui apertura determina un potere risolutivo, dall’altro il sensore con i suoi pixel non sono esattamente puntiformi..
per potere risolutivo si intende il più piccolo particolare che possiamo risolvere il potere risolutivo aumenta all’aumentare del diametro, più lo specchio/lente è grande maggiore sarà il potere risolutivo….
La relazione è (Dawes)

P*=120/D

P*=potere risolutivo

D=Diametro telescopio

Per esempio il mio specchio di 130mm ha un potere risolutivo di 0,92’’

A questi concetti “ideali” bisogna affiancare anche concetti più tecnici, lo schema ottico- un rifrattore risolve meglio di un riflettore che ha un’ ostruzione- la qualità delle ottiche e la collimazione.

Focale di Ottimo
Quando riprendo un cratere a 900mdi focale con lo sw 130, ad esempio ad ogni pixel sarà associata un’area di 1.2’’ il valore di luce registrato sarà la media della luce riflessa dall’area di 1,2’’ che raggiunge il pixel, ma all’interno dell’area ci sono “particolari” fisici che evidenziati da variazioni di luce vengono cancellati dalla media che esegue il pixel sull’area.
Qui ci viene in aiuto il teorema di Nyquist da cui deriva che affinché un particolare sia registrato bene deve essere sotteso almeno da due pixel …

Quindi se vogliamo risolvere il più piccolo particolare che ci consente il telescopio dobbiamo utilizzare una focale calcolata con il teorema di Nyquist

Fott=d/tg(P/2)

d=angolo sotteso dal un pixel

Con P espresso in radianti (P[radianti]=P[secondi]*3600*pigreco/180)

Applicato allo sw 130 otteniamo una focale di ottimo di 2,5m

Se la focale che usiamo per le riprese è minore l’immagine è sottocampionata, non sfruttiamo appieno le il potere risolutivo del telescopio…d’altro canto otteniamo un campo di ripresa più grande..

Se la focale che usiamo per le riprese è maggiore l’immagine è sovracampionata, sfruttiamo “anche troppo” il telescopio, ad un particolare corrisponderanno più di 2 pixel, l’immagine ha un campo di ripresa più piccolo il soggetto sarà più grande e ma la qualità dell’immagine sarà sicuramente la massima teorica riusciremo cioè a risolvere in teoria ad esmpio sistemi doppi con componenti distanti 0.92".

Non è tutto così semplice…. Quando si fa una ripresa ci sono tanti altri vincoli…da una parte la focale del telescopio che non è così flessibile, e poi magari a volte non serve riprendere il più piccolo particolare ma si preferisce a scapito della risoluzione le dimensioni dell’area inquadrata dalla posa ..

Facciamo un esempio…se devo riprendere un cratere allungo la focale fino al raggiungimento della focale di ottimo, se sto facendo un grande mosaico della luna uso una focale minore, non sfrutterò appieno il mio telescopio ma farò meno pose...

Le considerazioni fatte finora sono esclusivamente tecniche, a questa conoscenza di base bisogna poi affiancare la più importante conoscenza del soggetto che si vuole riprendere e quella conoscenza che da solo l’esperienza, non esistono combinazioni rigide….tutto deve essere adattato…

ABC Webcam..Conoscere la propria webcam

Prima di lanciarmi nelle riprese webcam ho studiato la tecnica e la tecnologia che c’è dietro le riprese.
(…che falso..in effetti ho provato prima a fare riprese e poi ho studiato….)
Cominciamo dalla webcam…La mia webcam è la spc900nc o philips toucam3
Sensore CCD Sony ICX098BQ La parte attiva ha dimensioni

H=4,60mm H=659 pixel

V=3.97mm V=494 pixel

1 pixel = 5,6 x 5,6 micron quadri (lato d)
Su ogni pixel è posto un piccolo filtro colorato.
I pixel sono disposti secondo lo schema di Bayer identificato dai primi 2 pixel:

B G B G B
G R G R G
B G B G B

Da qui due considerazioni ….
I pixel verdi sono di più, su di essi si effettua un’interpolazione minore.
Analizzando per esempio un’immagine della luna (che assumiamo monocromatica) ottenuta da un filmato il canale verde è sicuramente migliore degli altri. Questa considerazione non ha carattere universale, i pianeti evidenziano il loro particolari in lunghezze d’onda diverse, marte ad esempio nell’infrarosso fornirà particolari più contrastati, quindi in quel caso è opportuno provare a riprendere anche senza filtro ir-cut (o magari usando un ir-pass)
Infine va detto che i sensori monocromatici, per costruzione sono più sensibili di quelli a colori. Questo penalizza molto la spc90nc rispetto alle concorrenti B&W.

Meteo Pietrabbondante